QUANDO CAMBIA IL CLIMA
Bethpage Black, New York 2025 - Quando la partita inizia a sfuggire di mano, il pubblico cambia volto. Il tifo si trasforma in pressione costante, più ruvida, più aggressiva, lontana dalle abitudini del golf. Justin Thomas prova a contenere gli animi, mentre Rory McIlroy è costretto a giocare dentro un rumore che assomiglia più a uno stadio che a un campo da golf.
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IL POMERIGGIO PIU' ASSURDO DELLA MIA CARRIERA
Gli americani amano Rory McIlroy, ma non quanto il loro paese. Quel sabato pomeriggio alla Ryder Cup, quando iniziava a profilarsi una possibile disfatta per Team USA, il tifo è completamente degenerato. La tensione si sentiva già dalle prime buche, ma tutto esplode sul green della 4: poco prima che Rory giochi, dalla folla parte un urlo chiarissimo — “F*** you, Rory!”. Si ferma tutto: lui si stacca dalla palla, Team Europe protesta, il gioco si interrompe. Si riparte, Rory sbaglia il putt, ma Shane Lowry imbuca e risponde di pancia, urlando verso il pubblico. Da lì in poi è un crescendo: insulti, interruzioni, tensione costante. Fino alla 14, par 3: Rory, bersagliato anche durante lo swing, la mette in asta sotto gli occhi di Justin Thomas, che prova inutilmente a calmare la folla. Birdie, palla in buca, e Rory esplode contro la tribuna tutta a stelle e strisce. Alla 15 indica il tabellone blu — Europa avanti. Alla 17, con il match ormai chiuso, si lascia andare del tutto: “F*** you, F*** you, F*** you!”. In anni sul campo ne ho viste tante — momenti incredibili, situazioni surreali (ero anche al BMW PGA Championshipquando annunciarono la morte della Queen Elizabeth II).
Ma un pomeriggio così, nel golf, non l’avevo mai vissuto.
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